Innanzitutto, parliamo brevemente delle caratteristiche dei tornei di poker online. I tornei tradizionali possono durare molto a lungo, anche giorni, soprattutto se il numero dei partecipanti è elevato. Su Internet è diverso, in quanto il gioco stesso è in sé più rapido di quello “vero”, per via del fatto che il computer distribuisce le carte velocemente, i giocatori vengono riposizionati automaticamente e c’è un tempo limitato per la prima puntata.
Spesso accade che i giocatori migliori e più esperti non abbiano grande successo nei tornei per via delle differenze che esistono tra giocare nei tornei e i giocare al di fuori dei tornei. I tornei di poker richiedono che i giocatori adottino un approccio diverso dal solito e modifichino il proprio stile di gioco.
Fase iniziale: questo è il momento in cui molti giocatori, per lo più sfortunati e inesperti, si arrendono, mentre i più esperti proseguono la loro corsa verso la vittoria. Una volta che tutti i giocatori più sfortunati si sono ritirati e sono rimasti solo i più forti, ha inizio la seconda fase del torneo, quella centrale. Una volta giunti ai tavoli finali, solo i giocatori più abili di solito riescono a rimanere in gioco, oltre a pochi altri, meno abili, che invece, secondo la teoria della probabilità, ce l’hanno fatta perché sono stati fortunati. Anche questo fa parte del gioco. La fortuna, dopotutto, ha il suo peso.
Le informazioni appena fornite non sono, tuttavia, sempre vere. Ogni torneo è diverso, perché ogni giocatore è diverso, quindi in alcuni casi ci potrebbero essere solo pochi giocatori mediocri o neanche uno e di conseguenza la fase centrale potrebbe iniziare molto prima del solito.
I consigli dei professionisti dei tornei sulle varie fasi del gioco.
Per quanto riguarda la fase iniziale, bisogna essere prudenti e pazienti (“tight”). L’errore peggiore che un principiante possa commettere è quello di osare troppo con delle mani mediocri. Questo va assolutamente vietato; anche se a questo livello del gioco le carte non costano molto, è meglio essere cauti e pazienti. Si tratta di una regola non scritta, ma sempre valida. Anche il bluff va evitato. Giocare con JJ, QQ, AA, AK dello stesso seme invece va bene. È meglio lasciare che i meno esperti (i “fish”, come si dice in gergo) vengano allo scoperto e si ritirino senza intaccare le fiche dei più esperti. Bisogna sempre puntare a raggiungere le posizioni migliori.
Quando nella fase centrale del torneo rimangono in gioco i partecipanti più o meno forti, ha senso prendere in considerazione il numero di fiche degli altri giocatori, perché in questo modo si può arrivare ad avere, nella fase finale, uno “stack” di fiche straordinario sul proprio tavolo, o almeno un numero medio di fiche. C’è un trucco: se il partecipante gioca in modo prudente, tight, nelle prime fasi del torneo, si fa una certa reputazione, quindi, ogni volta che punterà o alzerà la puntata, indurrà gli altri giocatori a credere che le sue carte sono vincenti e potrà assicurarsi un buon numero di fiche.
Un consiglio: non serve “bluffare” incessantemente; è meglio giocare in modo prudente.
Certo, c’è la possibilità che nella fase centrale ci si debba ritirare, ma vale la pena rischiare un po’ e tentare di vincere il numero più alto possibile di fiche, perché non c’è niente di peggio di arrivare alla fase finale con uno stack di fiche striminzito che bisogna sprecare tutto con le scommesse obbligatorie.
Dopo un po’ di prudenza e qualche rischio, si arriva finalmente alla fase finale. Questo è il momento in cui si capisce che tutto sta davvero nella quantità di fiche accumulate. Le carte ora non contano più così tanto, sono le fiche a fare la differenza. Adesso osare va bene. Bisogna conoscere i propri limiti, ma se si ha una buona combinazione di carte, ha senso puntare tutto ed andare all-in. Tutti i giocatori che si riesce a sconfiggere sono una piccola tacca sulla strada che porta alla vittoria.
Ricapitolando: nelle fasi iniziali è meglio giocare in modo prudente, tight, mentre nella parte finale del torneo vale la pena giocare in modo più spericolato, una volta calcolati bene i rischi.
